Vi siete mai chiesti quanti soldi sono necessari per proteggere il CEO di Facebook?

La risposta è racchiusa in un “Financial Filing” del Governo degli Stati Uniti che ha rivelato la cifra che il colosso di Menlo Park (California) ha investito nel 2018 per “mettere al sicuro” Mark, quotidianamente e durante i suoi viaggi personali, inclusi i trasferimenti aerei tramite jet privati. L’intera somma ammonta a ben 23 milioni di dollari: una cifra più che raddoppiata rispetto all’anno precedente. E’ interessante notare (vedi grafico) come siano nettamente cambiate le spese sostenute per proteggere la sicurezza di Zuckerberg nel corso del tempo, ovvero dal 2014 al 2018: i costi sono quasi quadruplicati.

Il social network per eccellenza ha vissuto un 2018 turbolento per via dello scandalo di Cambridge Analytica secondo cui 87 milioni di profili sono stati utilizzati a fini politici, soprattutto per le elezioni americane. Sembra inequivocabile che proprio questo inconveniente abbia determinato una impennata considerevole dei costi sostenuti. Sheryl Sandberg, COO di Facebook, ha ricevuto invece un sistema di sicurezza stimato in 3,8 milioni di dollari di cui 2,9 destinati alla protezione personale.

Il tema della sicurezza resta dunque estremamente delicato, sia dal punto di vista strettamente fisico che dal punto di vista dei dati che circolano nel mondo digitale. Non a caso proprio il 2018 ha visto la nascita del GDPR, ovvero il General Data Protection Regulation, cioè il sistema legale di protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali (leggi qui l’articolo di approfondimento sul GDPR).

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