Il cambiamento climatico è una realtà e sta già provocando impatti e fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita. In questo articolo vogliamo mettere in luce i punti focali dell’argomento, partendo dal definire cosa si intende e cos’è il riscaldamento globale, quali sono le cause che portano al riscaldamento del nostro pianeta, le conseguenze che il riscaldamento globale provoca sugli ecosistemi e quindi alla vita sul nostro prezioso ma delicato pianeta, i rimedi proposti e immaginati per arginare il problema e infine non potevamo non parlare di chi è Greta Thunberg, la piccola attivista che sta facendo parlare il mondo grazie alla sua battaglia di sensibilizzazione sul clima. Buona lettura…

Indice

Riscaldamento globale: i migliori siti per monitorarlo in tempo reale

Farsi un’idea precisa della portata del riscaldamento globale non è sempre facile.
Per comprendere meglio che cosa ci aspetta e quali emergenze climatiche dovremo affrontare ci vengono in aiuto alcuni database e simulatori climatici ideati da istituzioni, università, magazine online e organizzazioni no-profit.
Ecco i principali.
Surging Seas è una mappa delle località costiere (per ora, solo degli USA) potenzialmente minacciate dall’innalzamento del livello dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacci. Scegliete l’area che volete monitorare e ricaverete previsioni, calcolo dei rischi e possibile impatto sulla popolazione di un’eventuale inondazione.
Lo strumento è stato ideato dall’organizzazione di ricerca no-profit Climate Central.|
Climate time machine: il Jet Propulsion Laboratory della Nasa ha collaborato con il California Institute of Technology per ideare una “macchina del tempo” climatica in cui studiare l’evoluzione di quattro diverse situazioni meteo negli ultimi decenni. Cioè scioglimento dei ghiacci marini, innalzamento del livello dei mari, emissioni di anidride carbonica nel mondo dal 2003 al 2009, variazione delle temperature superficiali terrestri dal 1884 al 2012.
Climate Reanalyzer: un modo semplice e immediato per visualizzare e studiare i più inusuali e recenti eventi climatici in relazione al riscaldamento globale. Sviluppato dal Climate Change Institute dell’Università del Maine, consente di monitorare i livelli di ozono nell’atmosfera, osservare i dati su precipitazioni nevose e piovose o studiare aree di bassa pressione, come i vortici polari che periodicamente interessano gli Stati Uniti.
ClimateWizard: uno strumento sviluppato da Nature Conservancy, università di Washington e del Sud Mississippi, con cui è possibile studiare la situazione di piogge e temperature, sia negli anni passati che per il futuro, fino al 2080, nei singoli stati USA.
Earth Wind Map: un gigantesco mappamondo per visualizzare in tempo reale la situazione dei venti paese per paese. Un database aggiornato ogni tre ore, sviluppato da un singolo utente web, Cameron Beccarlo, che sta lavorando anche allo step successivo: la visualizzazione delle correnti oceaniche.

Cal-Adapt: un tool specifico per la California, un’area che a causa dei cambiamenti climatici sta già affrontando scenari climatici estremi (come fortissime siccità) e potrebbe vedere la propria geografia completamente sconvolta. Cal-Adapt consente di studiare precipitazioni, temperature e innalzamento del livello dei mari per ogni località del paese. Potrebbe servire da modello per sviluppare database simili anche per altri paesi del mondo.

Riscaldamento globale: cause e definizione

Il riscaldamento globale è il fenomeno di innalzamento della temperatura superficiale del pianeta, con particolare riferimento all’atmosfera terrestre ed alle acque degli oceani.
Parte di questo aumento di temperatura è dovuto a cause naturali, come l’irraggiamento solare combinato con il naturale effetto serra dell’atmosfera, ma una parte importante del surriscaldamento è riconducibile alle attività umane: l’utilizzo dei combustibili fossili, la deforestazione, l’allevamento e l’agricoltura intensive sono tutte cause del riscaldamento globale ad opera dell’uomo.
Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle naturalmente presenti nell’atmosfera, incrementando l’effetto serra naturale e determinando così il fenomeno del riscaldamento globale climatico.
I gas serra sono chiamati così in quanto agiscono un po’ come il vetro di una serra, catturano il calore emesso dalla Terra dopo la ricezione dell’energia solare impedendogli di ritornare nello spazio (intrappolandolo quindi nell’atmosfera).
Molti di questi gas sono presenti in natura, ma l’attività dell’uomo aumenta le concentrazioni di alcuni di essi nell’atmosfera, in particolare: l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto e i gas fluorurati.
La CO2è un gas serra prodotto soprattutto dall’attività umana ed è responsabile del 63% del riscaldamento globale causato dall’uomo.
Gli altri gas serra vengono emessi in atmosfera in quantità minori ma hanno una “capacità serra” molto maggiore di quella della CO2, sono cioè capaci di catturare il calore molto di più della CO2, a volte migliaia di volte di più.
Il metano è responsabile del 19% delle cause del riscaldamento globale di origine antropica, l’ossido di azoto del 6%.
L’obiettivo stabilito nel 2015 alla COP 21 di Parigi è legato ad un contenimento dell’aumento della temperatura terrestre “ben al di sotto” dei + 2 °C rispetto all’era pre-industriale, per evitare conseguenze troppo rilevanti per il pianeta e soprattutto per l’uomo.

Riscaldamento globale: conseguenze

Una delle principali conseguenze del riscaldamento globale è un impatto sul ciclo dell’acqua e quindi sulla disponibilità delle risorse idriche.
Se le attuali tendenze dovessero perdurare assisteremmo a una maggiore disponibilità di acqua nelle zone dove le risorse idriche sono già abbondanti ad esempio nell’emisfero Nord, e ad una minore disponibilità di acqua nelle aree già affette dalla scarsità di risorse idriche ad esempio in Africa e Asia.
La variazione delle precipitazioni porteranno a un deterioramento della qualità del suolo, effetto che a sua volta si ripercuoterà sull’agricoltura. Questo impatto sull’agricoltura potrebbe portare a una ridotta disponibilità di cibo nei Paesi già a rischio denutrizione.
A causa dell’innalzamento del livello del mare molte zone costiere sono soggette a erosione delle coste, inondazione e salinizzazione delle falde acquifere. Tali fenomeni mettono a rischio settori economici quali la pesca, l’agricoltura e il turismo.
Le conseguenze del riscaldamento globale mettono a dura prova gli equilibri dei processi ambientali e degli habitat, ovvero gli ecosistemi naturali quali foreste, praterie, deserti, sistemi montani, laghi, oceani e via dicendo. Si teme che animali e habitat non riescano a reagire tanto velocemente ai cambiamenti climatici.
Riduzione della capacità delle foreste di assorbire l’anidride carbonica, comportando un ulteriore aumento della temperatura.
Aumento della frequenza di inondazioni, alluvioni, ondate di calore, uragani ecc. Questi eventi sono spesso causa di morte e di danni economici ingenti.
Gravi conseguenze del riscaldamento globale per la salute umana, come ad esempio la diffusione di malattie infettive (malaria, tenia, febbre gialla, ecc.) in alcune zone, l’aumento dei decessi soprattutto tra la popolazione anziana a causa di ondate di calore o freddo estremo. Decessi e incidenti dovuti ad eventi climatici estremi.

Riscaldamento globale: rimedi e soluzioni possibili

Al momento, il genere umano è molto lontano dal tenere sotto controllo il riscaldamento globale. In particolare, arginare l’aumento delle temperature a non oltre un grado e mezzo rispetto ai livelli pre-industriali è considerata un’impresa ardua he necessita di sforzi senza precedenti per ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera nel prossimo decennio.
A dirlo è l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l’agenzia delle Nazioni Unite considerata la voce scientificamente più autorevole in tema di riscaldamento globale.
Comunque, abbiamo il dovere di provarci: diversi studi, infatti, suggeriscono che sarebbe fisicamente possibile mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia, o anche tornare sotto la soglia dopo averla sforata. E comunque, anche se non riuscissimo a rientrare nel grado e mezzo, potremmo almeno cercare di non peggiorare la situazione: se le cose non cambiano, stando al Climate Action Tracker, nel 2100 la temperatura sarà di 3,4°C più alta rispetto a quella attuale, con conseguenze catastrofiche.

Ecco quindi i principali rimedi al riscaldamento globale e le azioni da intraprendere per invertire la tendenza o limitare i danni.
Ridurre le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra
Il principale responsabile del riscaldamento globale è l’emissione di gas serra nell’atmosfera, prima fra tutti l’anidride carbonica. Il report ha evidenziato che, per stare sotto la soglia del grado e mezzo, le emissioni di anidride carbonica devono diminuire del 45% entro il 2030 (rispetto al valore del 2010), e raggiungere lo zero (non in assoluto: al netto dell’anidride carbonica riassorbita dall’atmosfera) entro il 2075.
Le emissioni degli altri gas serra devono essere ridotte del 35% entro il 2050 rispetto a quelle del 2010.
Perché questo succeda bisogna agire contemporaneamente su diversi settori: edilizia, industria, trasporti, produzione di energia, agricoltura, sfruttamento delle foreste e del terreno.
Aspirare anidride carbonica dall’aria
Oltre a ridurre le emissioni, altri rimedi al riscaldamento globale, possono essere quelli di aumentare la quantità di anidride carbonica catturata dall’aria. Il modo più semplice per farlo è quello di piantare nuovi alberi, sfruttando l’assorbimento della fotosintesi clorofilliana, ma anche utilizzando impianti per la cattura, lo stoccaggio e la riconversione dell’anidride carbonica. Al momento, tuttavia, la tecnologia è ancora piuttosto acerba: esistono diversi impianti sperimentali, ma i dispositivi proposti non sembrano ancora essere maturi per la commercializzazione su larga scala.
Sfruttare le rinnovabili e abbandonare il carbone
Gli esperti raccomandano che entro il 2050 tra il 70% e l’85% dell’energia elettrica dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Il gas dovrebbe essere utilizzato solo per l’8% e il carbone dovrebbe essere totalmente abbandonato.
Un Canada interamente verde
Quanti alberi dovrebbero essere piantati per rimuovere una parte significativa di anidride carbonica dall’atmosfera? Gli esperti auspicano come rimedio al riscaldamento globale di aggiungere alle foreste esistenti, entro il 2050, una superficie di circa dieci milioni di chilometri quadrati, pari più o meno all’estensione del Canada.
E ancora: 7 milioni di chilometri quadrati di pascoli e circa 5 milioni di chilometri quadrati di terreni agricoli dovrebbero esser convertiti in colture per biocarburanti.

Chi è Greta Thunberg e qual è la sua battaglia

A soli sedici anni, Greta Thunberg è la ragazzina svedese che ad agosto 2018 ha cominciato a scioperare. Si rivolge ai politici di tutte le nazionalità perché prendano sul serio il problema del riscaldamento globale e, grazie alla sua tenacia, ha commosso il mondo e mobilitato ragazzi in molti altri paesi (dalla sua iniziativa sono nati i FridaysForFuture).
La sua battaglia contro il riscaldamento globale, iniziata a nove anni, si compone di piccole tappe e tanto coraggio, dai primi passi mossi in casa per ridurre l’impatto ambientale della sua famiglia fino ai discorsi tenuti al COP24 delle Nazioni Unite.
Il suo impegno per la lotta contro il climate change e in favore di uno sviluppo sostenibile l’hanno resa ormai un’icona delle battaglie ambientaliste di tutto il mondo, riuscendo a mobilitare migliaia di ragazzi per la causa.

Il 15 marzo 2019, dopo che Greta Thunberg aveva chiesto a tutti gli studenti del mondo di scendere in piazza e di mostrare quanto sia importante invertire subito la rotta in materia ambientale, in ben 2.052 città si sono svolte delle manifestazioni di protesta.
Il 4 dicembre del 2018 ha preso parte a COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si è svolto a Katowice, in Polonia. In questa occasione ha spiegato quanto sia importante agire il prima possibile per riuscire a salvare ciò che ancora non si è distrutto e sperare che questo sia sufficiente.
Durante il suo intervento ha rimproverato i leader di mezzo pianeta, affermando che i problemi che si hanno al momento non sono altro che la smania di continuare a produrre il lusso in cui pochi vivono, mettendo però a rischio la salute di tutti gli abitanti della Terra.
A Davos in occasione del Forum Economico Mondiale non ha usato mezzi termini per descrivere l’importanza di agire nell’immediato e ha spiegato a tutti che vuole che le persone agiscano.
Il suo ultimo discorso pubblico è stato quello all’ONU durante la conferenza per il riscaldamento globale, con il video del suo intervento che è subito diventato virale in rete così come la sua occhiataccia riservata al presidente americano Donald Trump.
L’impegno di Greta per il clima non è passato inosservato e la ragazza è stata proposta per il Nobel per la Pace da tre parlamentari norvegesi.
Il riscaldamento globale e le sue devastanti conseguenze non possono più essere ignorati, è importante che se ne parli, che si cerchino soluzioni e ancor più che si agisca in maniera concreta e repentina.

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